Bigoressia o dismorfofobia muscolare

 

Si tratta di un disturbo alimentare che ha una prevalenza maggiore nel sesso maschile e particolarmente tra i frequentatori di palestre e appassionati di body building ed è caratterizzato dalla eccessiva preoccupazione di essere troppo magri e poco prestanti. L’individuo dedica tanto tempo al sollevamento pesi ed è frequente l’ossessione per la dieta che tende ad essere rigida e selettiva, a basso contenuto di grassi ed un elevato apporto di proteine. Può essere presente l’abuso di steroidi anabolizzanti, ormoni androgeni e integratori come la creatina, che possono determinare notevoli danni a carico del fegato, dei reni e a cui possono associarsi complicanze endocrine. Il soggetto con bigoressia si impegna in lunghissimi ed estenuanti allenamenti trascurando la carriera, le relazioni sociali ed altre possibili attività. Generalmente si osserva l’evitamento delle situazioni in cui è richiesta l’esposizione del corpo che viene vissuta sempre con disagio.

Trattamento dei disturbi alimentari (vedi come lavoriamo)

Night Eating Sindrome o Sindrome da alimentazione notturna

La Night Eating Sindrome è caratterizzata dalla presenza di scarso appetito durante la giornata e ricorrenti episodi di eccessiva alimentazione notturna dopo un pasto serale normale, arrivando a consumare più del 50% dell’introito calorico giornaliero durante la notte. E’ presente la consapevolezza e il ricordo di tali episodi. Il sonno di queste persone è disturbato e riferiscono di dover mangiare per riuscire a dormire. La night eating sindrome sembra essere legata allo stress ed è spesso associata a depressione e ansia. Tale problema riguarda il 2% della popolazione generale. Studi recenti hanno rilevato che la sindrome è riscontrabile anche in bambini di 6 anni, è più comune nei giovani dai 18 ai 30 anni e meno frequente tra gli adulti di età superiore ai 65 anni.

Il binge eating disorder o disturbo da alimentazione incontrollata

Il binge eating disorder è presente in circa il 30% dei soggetti che richiedono un trattamento per l’obesità e nel 4% dei soggetti obesi in genere. Si manifesta con ricorrenti abbuffate che non sono seguite sistematicamente dalle condotte compensatorie inappropriate (vomito autoindotto, digiuno, eccessivo esercizio fisico, abuso di lassativi o diuretici) come invece avviene nella bulimia. Inoltre, a differenza della bulimia, non è presente la dieta ferrea né prima, né dopo l’abbuffata. Mentre le persone con bulimia considerano il cibo come un nemico da combattere (non vorrebbero mangiare, ma l’ eccessiva restrizione calorica le induce ad abbuffarsi), le persone con DAI considerano il cibo come un alleato capace di consolare nei momenti di tristezza e gratificare ulteriormente nei momenti di gioia, ma che presenta degli sgradevoli effetti secondari costituiti dal senso di colpa per l’abbuffata e i chili di troppo. Queste continuerebbero volentieri ad abbuffarsi se questo non comportasse un aumento di peso. I buoni propositi di smettere e mettersi a dieta sono regolarmente disattesi. Mentre le pazienti con bulimia e anoressia coltivano la speranza di riuscire a controllare il cibo e il loro peso, il paziente con disturbo da alimentazione incontrollata ha un atteggiamento di passività e pensa di non avere il controllo sulla sua alimentazione.

L’abbuffata rappresenta sia un mezzo per diminuire tristezza e ansia, sia una gratificante fonte di sensazioni piacevoli facilmente disponibile.

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa si caratterizza per la presenza almeno due volte la settimana per tre mesi consecutivi:

· di frequenti abbuffate compulsive (consumo di eccessive quantità di cibo in un periodo di tempo definito, ad esempio 2 ore, con la sensazione di perdere il controllo, vale a dire avendo l’impressione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare che cosa e quanto si sta mangiando);

· ricorrenti condotte di compenso che vengono messe in atto dopo le abbuffate come il vomito autoindotto, l’assunzione di lassativi o diuretici, digiuno o eccesso di attività fisica;

· forte preoccupazione per il peso e l’aspetto fisico, accompagnate da insoddisfazione per proprio corpo.

· L’autostima e il valore personale sono legate all’aspetto fisico.

Esistono due sottotipi di bulimia nervosa :

– con condotte di eliminazione in cui dopo l’abbuffata seguono regolarmente il vomito autoindotto, oppure assunzione di lassativi o diuretici;

– senza condotte di eliminazione in cui i comportamenti di compenso sono il digiuno abbinato ad un eccessivo esercizio fisico.

Sia nell’anoressia che nella bulimia si individuano caratteristiche psicologiche affini: la scarsa autostima, la forte preoccupazione per il peso e le forme corporee, l’incapacità di identificare e gestire efficacemente le emozioni, un più o meno elevato grado di perfezionismo, pensiero assolutistico del tipo tutto o nulla ( gli eventi o le cose sono positivi o negativi escludendo le vie di mezzo).

Anoressia nervosa

I principali segnali che caratterizzano l’anoressia nervosa sono:

· un severo dimagrimento e il rifiuto di mantenere il peso intorno ai valori normali relativamente all’età e alla statura;

· una intensa paura di ingrassare che conduce a comportamenti alimentari restrittivi che iniziano con il rifiuto di mangiare determinati cibi, fino all’eliminazione di intere categorie di alimenti ( ad es. i carboidrati, i grassi …);

· commenti autosvalutanti relativi al proprio corpo percepito come troppo grasso nonostante l’evidente magrezza;

· la perdita di peso, la dieta, il cibo diventano la preoccupazione principale della persona, che inizia ad isolarsi dalla famiglia e dagli amici, anche per evitare tutte le occasioni sociali che comportano il mangiare.

Esistono due sottotipi di anoressia nervosa:

– anoressia nervosa con restrizioni in cui i sintomi principali sono il rifiuto del cibo e il digiuno, a volte associati ad eccessiva attività fisica;

– anoressia nervosa con abbuffate e condotte di eliminazione caratterizzata da abbuffate e/o comportamenti finalizzati, insieme al digiuno, ad evitare l’aumento di peso come ad esempio il vomito autoindotto, l’assunzione di lassativi o diuretici.

Chi soffre di anoressia nervosa nega a se stessa e agli altri di avere un problema. il suo obiettivo è quello di raggiungere un dimagrimento sempre più importante.